Perché lo stesso sito può costare dieci volte tanto.
Cercando il prezzo di un sito si trovano risposte che vanno da poche centinaia a diverse migliaia di euro. Sembrano parlare di cose diverse perché parlano di cose diverse.
La parola "sito" copre lavori che non hanno quasi niente in comune. Un modello preconfezionato riempito con testi e foto è una cosa. Un progetto costruito attorno a un obiettivo, con la sua architettura, il suo design e il suo codice, è un'altra. Il primo parte in pochi giorni e costa poco. Il secondo richiede studio, progetto e sviluppo, e ha senso quando il sito deve produrre qualcosa e non solo esistere.
Non c'è un modo giusto in assoluto. C'è un modo giusto rispetto a cosa serve, e questa guida serve a capire quale dei due si sta comprando.
Cosa si sta comprando davvero
Un preventivo per un sito contiene, in proporzioni diverse, quattro lavori: capire cosa deve fare il sito, progettarne struttura e aspetto, scriverne il codice, pubblicarlo e verificarlo. Un prezzo molto basso non fa quei quattro lavori più in fretta: ne salta uno o due.
Quasi sempre quello che si salta è il primo, che è anche quello che si vede di meno. Il sito esce comunque, ha delle pagine, ha una grafica, e non porta contatti. Il difetto non sta nel codice, sta nella domanda che nessuno ha fatto all'inizio.
Le variabili che spostano il prezzo
Sono sempre le stesse, e in un preventivo serio compaiono nero su bianco.
- Il numero di pagine, e quanto sono diverse tra loro. Dieci pagine sullo stesso schema costano meno di cinque pagine tutte diverse.
- Chi produce i contenuti. Testi, fotografie e video sono lavoro. Se ci sono già, il progetto accelera; se mancano, il costo esiste comunque, cambia solo chi lo sostiene.
- Le funzioni oltre alla presentazione. Un modulo di contatto è semplice. Un'area riservata, un pannello per aggiornare i contenuti, una prenotazione online sono sviluppo in più.
- I collegamenti con altri strumenti. Piattaforma email, pagamenti, gestionale, gestione contatti: ogni integrazione è lavoro, e va prevista prima.
- I tempi. Una scadenza stretta comprime le fasi e costa di più di un calendario disteso.
Le voci che i preventivi bassi lasciano fuori
Un prezzo molto sotto la media non è quasi mai un affare: è un perimetro più stretto che non è stato dichiarato. Le voci che spariscono più spesso sono i contenuti, che tornano al cliente senza che venga detto, le integrazioni non previste, che diventano un extra a lavoro iniziato, e l'assistenza dopo la pubblicazione, che semplicemente non c'è.
Il conto poi torna, ma dopo e a sorpresa. La domanda che evita quasi tutti i problemi è una sola: cosa è compreso e cosa no, scritto.
Come si legge un preventivo
Un preventivo utile dice tre cose. Cosa comprende, voce per voce, e non con una formula generica. Cosa non comprende, esplicitamente. E cosa succede se qualcosa cambia in corsa, cioè come vengono trattate le richieste che arrivano dopo l'approvazione.
Se mancano tutte e tre, non è un preventivo, è un numero.
Il prezzo giusto è quello proporzionato all'obiettivo
Un sito che deve solo esistere, perché serve un indirizzo da mettere sui biglietti da visita, non ha bisogno di un progetto complesso. Un sito da cui devono arrivare richieste, ordini o candidature è uno strumento di lavoro, e va valutato per quanto produce, non per quanto costa.
Confrontare due preventivi ha senso solo se descrivono lo stesso lavoro. Molto spesso non lo descrivono, e la differenza di prezzo è semplicemente la differenza tra due progetti diversi.
Le stesse variabili, in forma sintetica
Le variabili di questa guida sono raccolte in forma più breve e operativa nella pagina su come si compone un preventivo, insieme alle domande da preparare prima di chiederne uno.