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Dove entra l'AI nel processo, e dove non entra.

L'AI ha cambiato la velocità di alcune fasi del lavoro di design e sviluppo, e non ne ha cambiate altre. Distinguere le due cose è l'unica informazione davvero utile.

Nel lavoro di progettazione e sviluppo di un sito, l'AI non è un blocco unico: entra in alcune fasi e in altre no. Dove entra, il cambiamento è quasi sempre lo stesso, cioè la quantità di alternative che si riescono a guardare nello stesso tempo. Dove non entra, il motivo è che quella fase non è fatta di produzione, ma di scelte.

È una distinzione che conviene tenere ferma, perché è quella che separa uno strumento utile da una promessa generica. Un sito non si costruisce chiedendo a un modello di costruirlo: si costruisce decidendo a cosa serve, come va organizzato e cosa va tolto, e in mezzo a quelle decisioni ci sono passaggi in cui uno strumento che genera opzioni e scrive codice fa risparmiare tempo reale.

Dove entra, fase per fase

Le fasi sono sempre le stesse, che il progetto sia un sito vetrina o un'interfaccia articolata. Quello che cambia, con l'AI dentro il processo, è il ritmo di alcune di esse.

  1. Ricerca. Raccogliere e mettere in ordine informazioni su un settore, un pubblico o un problema tecnico è il punto in cui il guadagno di tempo è più netto: si arriva prima a una sintesi da cui partire, e resta il tempo per verificare quello che va verificato.
  2. Ideazione. Per capire quale direzione regge servono più concept a confronto. Qui la quantità è utile: avere in fretta cinque ipotesi permette di scartare quelle che non funzionano, invece di affezionarsi alla prima che viene in mente.
  3. Design. Varianti di layout, prove di combinazioni tipografiche e cromatiche, immagini di riferimento da cui partire. Serve a vedere più opzioni, non a stabilire quale sia quella giusta.
  4. Copy. Versioni alternative di un titolo, riformulazioni più corte, controllo del tono su testi già scritti. Il testo che va in pagina passa comunque da una riscrittura, perché deve suonare come il resto del sito.
  5. Sviluppo. Scrittura di codice, lettura di codice scritto da altri, individuazione degli errori. È la fase in cui uno strumento conversazionale cambia di più il ritmo, perché accorcia il ciclo fra il provare e il vedere il risultato.
  6. Iterazione. Prove e correzioni su qualcosa che esiste già. Rifare cinque volte un dettaglio per capire quale versione tiene costa poco tempo, quindi si fa davvero invece di fermarsi alla prima versione accettabile.

Cosa l'AI non fa

Il principio è uno solo, e vale per tutte e sei le fasi: l'AI velocizza l'esplorazione, la scelta finale è sempre una decisione di design. Quello che uno strumento generativo non fa è stabilire quale delle direzioni prodotte tenere, cosa togliere da una pagina troppo piena, e come far sì che una schermata nuova resti coerente con quelle che esistono già. Sono giudizi che dipendono dal progetto nel suo insieme, non dalla singola richiesta.

C'è anche una parte meno teorica. Il codice generato va letto, capito e spesso riscritto: funziona quasi sempre, ma non sa cosa c'è nel resto del file, non conosce i vincoli dell'hosting su cui finirà, e tende ad aggiungere righe invece che a toglierne. Chi non è in grado di valutarlo non se ne accorge subito, se ne accorge mesi dopo, quando qualcosa va modificato e nessuno capisce più come è fatto.

Gli strumenti

Sono pochi, e ognuno copre una parte diversa del lavoro.

  • Claude Code: scrittura e analisi del codice dentro l'editor, con accesso diretto ai file del progetto. È lo strumento con cui sono stati costruiti i due casi qui sotto.
  • Claude Design: esplorazione visiva e prove di interfaccia nelle fasi iniziali.
  • ChatGPT: ricerca, sintesi e lavoro sui testi.
  • Copilot: completamento del codice mentre lo si scrive.
  • Firefly: generazione e ritocco delle immagini.

L'elenco conta meno di come vengono usati: nessuno di questi strumenti produce qualcosa che entra in un progetto senza essere prima riletto.

Due casi documentati

Il modo più onesto di spiegare cosa cambia è mostrare due lavori fatti così, con i passaggi reali invece che con le affermazioni.

  • ScrollyTelling: un CMS costruito parlando con l'AI. Un CMS leggero in PHP e JSON per gallerie fotografiche narrative, nato in una serie di conversazioni con Claude Code. La pagina riporta i prompt reali, passo dopo passo, e cosa è cambiato a ogni giro.
  • Il collegamento FTP, configurato parlando con l'AI. Configurazione e verifica del collegamento fra la cartella locale e il server, con la diagnosi di due errori reali. È il tipo di lavoro in cui il tempo risparmiato si vede di più: non creativo, ma pieno di dettagli in cui è facile perdersi.

Il sito viene scritto da un'AI?

No. L'AI interviene dentro alcune fasi del lavoro, non al posto del lavoro. La struttura delle pagine, la gerarchia delle informazioni, le scelte visive e la verifica del codice restano decisioni prese e controllate da una persona, che è anche l'unica a rispondere del risultato.

Il codice generato con l'AI è affidabile?

Dipende da chi lo rilegge. Il codice prodotto da uno strumento generativo funziona spesso al primo tentativo, ma non conosce il resto del progetto e tende ad aggiungere invece che a semplificare. Diventa affidabile quando viene riletto, ridotto e integrato da chi conosce il sito in cui va a finire.

L'uso dell'AI abbassa il prezzo del progetto?

Non nella proporzione che si immagina. L'AI accorcia le fasi di produzione, che sono una parte del lavoro e non tutto: capire cosa serve, decidere la struttura, scegliere una direzione e verificare il risultato occupano lo stesso tempo di prima. Quello che cambia più spesso è la qualità a parità di tempo, perché si arriva alla consegna avendo provato più strade.

Cosa resta deciso da una persona?

Quale strada tenere fra quelle esplorate, cosa togliere, come restare coerenti con il resto del progetto, e se una soluzione tecnica regge nel tempo o soltanto oggi. Sono le decisioni che determinano il risultato, ed è anche il motivo per cui non le prende uno strumento: non ha il quadro completo del progetto, e non risponde di quello che viene consegnato.

Parliamo del prossimo sviluppo.

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